Oratorio's profileCentro giovanile Salesia...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
March 30 Andate in tutto il mondo e predicate il vangeloRisuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Magdala, dalla quale aveva cacciato sette demoni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Alla fine apparve agli Undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. March 26 Don Pascual Chávez è stato RICONFERMATO come guida della Congregazione Salesiana.Don Pascual Chávez Villanueva è stato eletto Rettor Maggiore per la prima volta dal Capitolo Generale 25°, il giorno 3 aprile 2002; oggi, 25 marzo 2008, è stato RICONFERMATO come guida della Congregazione Salesiana. É il nono successore di Don Bosco. 'Il Rettor Maggiore, superiore della Società Salesiana, è il successore di Don Bosco, il padre e il centro di unità della Famiglia Salesiana'. (Costituzioni Salesiane, 126)
'Il vostro primo Rettore è morto. Ma il nostro vero Superiore Cristo Gesù non morrà. Egli sarà sempre nostro Maestro, nostra guida, nostro modello? Il vostro Rettore è morto, ma ne sarà eletto un altro che avrà cura di voi e della vostra eterna salvezza. Ascoltatelo, amatelo, ubbiditelo, pregate per lui, come avete fatto con me'. (dal Testamento spirituale di don Bosco)
Il Rettor Maggiore è per i Salesiani 'Don Bosco vivo' oggi. Per tutta la Famiglia Salesiana è 'centro di unità'; ha una 'funzione animatrice e promotrice, che tesse l'unità e assicura, nella varietà delle vocazioni specifiche, la fedeltà allo spirito e il coordinamento delle iniziative' (Carta di Comunione, 9). March 21 Quelle ore sulla croce per svelarci l'amore...
«Gesù crocifisso provò l'abbandono di Dio perché noi non fossimo più abbandonati... Venerdì santo: la morte di Gesù in croce è l'altissima, divina, eroica lezione di Gesù su cosa sia l'amore».
Venerdì santo: la morte di Gesù in croce è l'altissima, divina, eroica lezione di Gesù su cosa sia l'amore. Aveva dato tutto: una vita accanto a Maria nei disagi e nell'obbedienza.
Tre anni di predicazione rivelando la Verità, testimoniando il Padre, promettendo lo Spirito Santo e facendo ogni sorte di miracoli d'amore. Tre ore di croce, dalla quale dà il perdono ai carnefici, apre il Paradiso al ladrone, dona a noi la Madre e, finalmente, il suo Corpo e il suo Sangue, dopo averceli dati misticamente nell'Eucaristia.
Gli rimaneva la divinità.La sua unione col Padre, la dolcissima e ineffabile unione con Lui che l'aveva fatto tanto potente in terra, quale figlio di Dio, e tanto regale in croce, questo sentimento della presenza di Dio doveva scendere nel fondo della sua anima, non farsi più sentire, disunirlo in qualche modo da Colui che Egli aveva detto di essere uno con Lui: «Io e il Padre siamo uno» (Gv. 10,30). In Lui l'amore era annientato; la luce, spenta la sapienza, taceva. Si faceva dunque nulla per far noi partecipi al Tutto; verme (Salmo, 22,7) della terra, per far noi figli di Dio.Eravamo staccati dal Padre. Era necessario che il Figlio, nel quale noi tutti ci ritrovavamo, provasse il distacco dal Padre. Doveva sperimentare l'abbandono di Dio, perché noi non fossimo mai più abbandonati.
Egli aveva insegnato che nessuno ha maggior carità di colui che pone la vita per gli amici suoi. Egli, la Vita, poneva tutto di sé. Era il punto culmine, la più bella espressione dell'amore.Il suo volto è nascosto in tutti gli aspetti dolorosi della vita: non sono che Lui. Sì, perché Gesù che grida l'abbandono è la figura del muto: non sa più parlare. È la figura del cieco: non vede, del sordo: non sente.
È lo stanco che si lamenta. Rasenta la disperazione. È l'affamato... d'unione con Dio. È figura dell'illuso, del tradito, appare fallito. È pauroso, timido, disorientato. Gesù abbandonato è la tenebra, la malinconia, il contrasto, la figura di tutto ciò che è strano, indefinibile, che sa di mostruoso, perché un Dio che chiede aiuto!... È il solo, il derelitto... Appare inutile, scartato, scioccato... Lo si può scorgere perciò in ogni fratello sofferente.Avvicinando coloro che a Lui somigliano, possiamo parlare di Gesù abbandonato. A quanti si vedono simili a lui e accettano di condividere con Lui la sorte, ecco che egli risulta: per il muto la parola, a chi non sa, la risposta, al cieco la luce, al sordo la voce, allo stanco il riposo, al disperato la speranza, al separato l'unità, per l'inquieto, la pace. Con Lui l'uomo si trasforma e il non senso del dolore acquista senso.
Egli aveva gridato il perché al quale nessuno aveva risposto, perché noi avessimo la risposta ad ogni perché.Il problema della vita umana è il dolore. Qualsiasi forma abbia, per terribile che sia, sappiamo che Gesù l'ha preso su di sé e muta, per un'alchimia divina, il dolore in amore. Per esperienza posso dire che appena si gode di un qualsiasi dolore, per essere come Lui e poi si continua ad amare facendo la volontà di Dio, il dolore, se spirituale, sparisce; se fisico, diviene giogo leggero. Il nostro amore puro al contatto col dolore, lo tramuta in amore; in certo modo lo divinizza, quasi prosegue in noi - se lo possiamo dire - la divinizzazione che Gesù fece del dolore.
E, dopo ogni incontro con Gesù abbandonato, amato, trovo Dio in modo nuovo, più faccia a faccia, più aperto, in un'unità più piena. Tornano la luce e la gioia e, con la gioia, la pace che è frutto dello spirito.Quella luce, quella gioia, quella pace fiorite dal dolore amato colpiscono e sciolgono anche le persone più difficili. Inchiodati in croce si è madri e padri di anime. Effetto è la massima fecondità. Come scrive Olivier Clément: «L'abisso, aperto per un istante da quel grido, si riempie del grande soffio della resurrezione». Si annulla ogni disunità, traumi e spacchi sono colmati, risplende la fraternità universale, fioriscono miracoli di risurrezione, nasce una nuova primavera nella Chiesa e nell'umanità. March 16 Domenica delle Palme-- 16 Marzo 2008"Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea»."
(Mt 26,14-27,66)
![]() Siamo giunti alla domenica della passione di Gesù Cristo, tradizionalmente nota come domenica delle palme per ricordare l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Essa segna anche l'inizio della settimana santa. Predisponiamoci ad accogliere, senza pregiudizi, senza razionalismi esasperati, ma con la semplicità e la disponibilità dei fanciulli, il racconto di un fatto vero, realmente accaduto circa duemila anni fa e che in questa settimana la Chiesa, nostra madre, che ci ama veramente, ci ripresenta e ci invita a meditare, contemplare. Siamo chiamati, invitati ad entrare nel cuore del cristianesimo, per riscoprire le nostre origini e per ri-nascere nell'unico, vero, grande Amore. La passione, morte e risurrezione di Cristo è il Ti amo della Trinità per noi!.... L'amore di Cristo per noi è concreto sia per la sua sofferenza e la sua morte in croce, sia per la sua Resurrezione; per la sua Pasqua ogni battezzato è concretamente figlio di Dio e coerede della sua gloria; è gratuito perché disinteressato della ricompensa e fortemente interessato al nostro bene. L'amore di Cristo per noi è totale, ci ha amati con tutto se stesso, con il suo cuore, con la sua mente, con il suo corpo; è fedele, non molla di fronte alle tentazioni. Oggi si parla tanto di amore, ma sembra che ognuno abbia dell'amore un significato proprio e personale. Per alcuni l'amore nasce e poi muore, per altri non esiste. Per te cos'è l'amore? Attingiamo alla sorgente dell'amore, abbeveriamoci a questa fonte, permettiamo a quest'acqua viva di sgorgare in noi come sorgente zampillante per la vita eterna.
Buona settimana santa March 13 tu sei prezioso ai miei occhi - Inno della festa giovani 2008TU SEI PREZIOSO AI MIEI OCCHI Composed by Giacomo Crestani e Marco Refosco Arranged by Roby Bassetti
Apro gli occhi e scoprirò
chi guarda bene capirà
La forza non mi manca sai
Specchiandomi negli occhi tuoi
Sogno di viaggiare,
Tu sei prezioso ai miei occhi
Tu sei prezioso ai miei occhi
Autore: Staff FdG
TU SEI PREZIOSO AI MIEI OCCHI – inno FdG 2008
Composed by Giacomo Crestani e Marco Refosco
Arranged by Roby Bassetti RE LA
RE LA SI- SOL
RE LA SOL
RE LA SI- SOL
RE LA
(--) SIApro
gli occhi e scoprirò
RE
Le tante cose che non so
LA
Nascoste nella gente accanto a me
MI- SIChi
guarda bene capirà
RE
È dentro noi la Verità
LA
Siamo pronti a condividerla ?
MI- LA SI- RE
Specchiandoci negli occhi Tuoi
MI- RE
Seguiamo il tempo che ci dai
LA
Sulla musica che adesso vuoi
RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA SOL Tu sei prezioso per me RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA MI Mi sento dire da Te RE SIMi sento pronto a svolgere RE l’incarico affidato a me LA supererò tutti gli ostacoli MI- SILa forza non mi manca sai RE Ho un cuore vivo e lo vedrai LA E c’è il tuo sguardo che ora è su di me MI- LA SISpecchiandomi negli occhi Tuoi 2 MI- RE Il tempo che ora tu ci dai LA È musica da vivere per noi RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA SOL Tu sei prezioso per me RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA MI Ti sento urlare per me SOL Sogno di viaggiare, LA SIsuperare le barriere e i limiti RE (io sarò il tuo coraggio se mi cerchi) LA MIinsegnami a volare tu che puoi (per andare in alto tu chiama con lo sguardo) LA per arrivare a gridare più forte RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA SOL Tu sei prezioso per me RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA MI voglio gridare ora Te RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA SOL Tu sei prezioso per me RE LA SI- SOL Tu sei prezioso ai miei occhi RE LA MI Tu sei prezioso per noi RE LA RE LA RE LA RE (stop!) March 06 Intervento ritiro 2 marzoIntervento di Marzia sul Ritiro di Domenica 2 Marzo. Giorno 2 marzo, i nostri ragazzi, sono stati protagonisti del RITIRO PASQUALE. Il ritiro ha preso spunto dalla lettura del vangelo, Il cieco nato. La giornata è incominciata alle ore 9:30 con l'accoglienza da parte degli animatori. Alle ore 10:00 ragazzi e animatori hanno assistito alla S. Messa, celebrata da Don Enzo. Alle ore 11:00, dopo un breve momento in assemblea, i vari gruppi hanno incominciato la loro riflessione( guidati dagli animatori) sulla lettura del cieco nato.I ragazzi si sono impegnati parecchio, praticando anche un momento di "deserto" e , riflettendo insieme agli animatori, sono riusciti a cogliere il significato di questa giornata. Il pranzo è stato caratterizzato da momenti di gioia e di allegria, con animazione e giochi. Dopo pranzo, da bravi salesiani, siamo passati da momenti di giochi a momenti di preghiera. Abbiamo accolto con gioia Don Domenico Paternò, che ci ha portato la sua testimonianza, per quanto riguarda il triste evento che abbiamo tutti vissuto, cioè la richiesta di pizzo al nostro teatro. La nostra giornata è quindi giunta al termine, termine inteso non come fine, ma come inizio del nostro cammino verso la resurrezione di Gesù.
Marzia
|
|
|