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November 30
Il sogno dei 9 anni si rinnovò per lo spazio di circa 18 anni. Il quadro generale era lo stesso, ma ogni volta era accompagnato da scene accessorie sempre nuove, che adombravano lo svolgersi della sua futura missione di apostolo dei giovani. In questi interventi dall’alto si trova la spiegazione della sua calma imperturbabile e della sicurezza di riuscire in ogni sua impresa. All’età di 16 anni vide venire a sé una maestosa Signora che conduceva un numerosissimo gregge e che, avvicinandosi a lui e chiamandolo per nome, gli disse: — Ecco, Giovannino, tutto questo gregge lo affido alle tue cure. — Come farò — obiettò Giovanni — ad aver cura di tante pecore e di tanti agnelli? — Non temere — rispose la Signora —, io ti assisterò. All’età di 19 anni gli apparve di nuovo il personaggio del primo sogno, vestito di bianco, raggiante di luce splendidissima, in atto di guidare una turba innumerevole di ragazzi. Rivoltosi a Giovanni, gli disse: — Vieni qua, mettiti alla testa di questi ragazzi e guidali tu stesso. — Ma io non sono capace di guidare tante migliaia di ragazzi. Ma il personaggio gli ripeté un comando imperioso, sicché Giovanni si pose a capo di quella turba giovanile. Nello stesso anno, ancora chierico, si vide in sogno già prete in cotta e stola a lavorare in una sartoria; però non cuciva solo cose nuove, ma rappezzava anche abiti logori. Chiaro simbolo che era chiamato a educare non solo giovani buoni e santi come Domenico Savio, ma anche a condurre sulla buona strada giovani già traviati. Aveva raggiunto l’età di 22 anni, quando in un nuovo sogno gli fu indicato anche il campo della sua futura missione. Vide la valle sottostante alla cascina del Sussambrino, dove trascorreva le vacanze, convertirsi in una grande città, nelle cui strade e piazze correvano turbe di ragazzi schiamazzando, giocando e bestemmiando. Di carattere pronto e vivace, Giovanni si avvicinò a quei ragazzi, sgridandoli e minacciandoli. Viste vane le sue minacce, prese a percuoterli; ma quelli reagirono e lo tempestarono di pugni. Mortificato e pesto, si diede alla fuga. Ma ecco venirgli incontro un personaggio che gli intimò di fermarsi e di ritornare tra quei monelli. Quindi lo presentò a una nobilissima Signora e disse: — Questa è mia madre: consigliati con lei. La Signora, fissandolo con uno sguardo pieno di bontà, gli disse: — Se vuoi guadagnarti questi monelli, non devi affrontarli con le percosse, ma prenderli con la dolcezza e la persuasione. In quel momento, come nel primo sogno, vide i giovani trasformarsi in agnelli, ai quali egli prese a fare da pastore per ordine di quella Signora. November 28
In occasione della
Festa dell’Immacolata e
Del compleanno dell’oratorio,
I vostri figli , gli animatori, i salesiani
e il
nuovo direttore,
Don Enzo Pisano,
Vi invitano a partecipare tutti
Insieme allo spettacolo Mariano.
Venerdì 7 Dicembre 2007 ore 17:00
Presso il Cineteatro Savio
“...Un pomeriggio insieme ai nostri
figli tra canti , recite e balli…”
“Basta che un giovane entri in una casa salesiana
perché sia sotto la protezione di Maria” (Don Bosco)
Insieme ringrazieremo Maria e
Don Bosco e affideremo loro i
nostri ragazzi.
Ore 11.00
Santa Messa in teatro
Ore 12.00
Cerchio Mariano in cortile con pagnottella di
Don Bosco
“...tutto quello che ho fatto è opera di maria” Don Bosco
November 26
 
"Mi fido di te"
Destinatari:
· dal II al V anno della scuola superiore
· disponibili a vivere una intensa esperienza di formazione, di spiritualità salesiana e fraternità
· che vogliono confrontarsi con altri coetanei e con adulti sulla propria esperienza di fede
PROGRAMMA
Venerdì 28
14.30 Arrivo e sistemazione
16.00 Preghiera iniziale
16.30 Video: “La gente chi dice che io sia?”
16.45 Gruppo: “E voi chi dite che io sia?”
17.30 Laboratori:
J Il Vangelo nell’ esperienza di fede
J Rapporto tra Cristo e la Chiesa
J I Sacramenti e la fede
20.00 Cena
21.30 Festa insieme
23.30 Preghiera finale
Sabato 29
7.45 Celebrazione eucaristica
8.15 Colazione
9.00 Presentazione della giornata
9.15 “Il volto umano di Gesù”
10.00 Interventi in aula
10.45 Laboratorio di drammatizzazione
12.15 Presentazioni dei lavori in assemblea
13.00 Pranzo
14.45 “I Linguaggi della fede”. Conoscenza
di Cristo attraverso alcuni canali
Comunicativi: musica, film, arte,
poesia, danza.
16.45 Assemblea
17.15 Testimonianze
20.00 Cena
21.30 Adorazione
22.30 Serata di fraternità...natalizia
Domenica 30
8.00 Colazione
8.45 Preghiera
9.15 Gruppo
10.00 Assemblea: “Ogni volta che avrete
fatto una di queste cose ad uno dei
miei fratelli, l’avrete fatto a me”.
Il servizio e l’animazione tratto
caratteristico della Spiritualità
Giovanile Salesiana
10.30 Sintesi personale
11.30 Celebrazione eucaristica
13.00 Pranzo
Saluti e partenze

Quota di Partecipazione
70 €
Si accetteranno iscrizioni entro il 9 Dicembre
 November 25
 
Il sogno seguente porta evidenti i caratteri di una visione più che di un sogno. Infatti Don Bosco, nel raccontarlo ai suoi primi Salesiani, s’introdusse così: «Perché ognuno di noi abbia la sicurezza che è Maria Vergine che vuole la nostra Congregazione, vi racconterà non già la descrizione di un sogno, ma quello che la stessa Beata Madre si compiacque di farmi vedere».«Un giorno dell’anno 1847, avendo io molto meditato sul modo di far del bene alla gioventù, mi comparve la Regina del cielo e mi condusse in un giardino incantevole». Quindi Don Bosco descrive il giardino, poi prosegue: «c’era un pergolato che si prolungava a vista d’occhio, fiancheggiato e coperto da rosai in piena fioritura. Anche il suolo era tutto coperto di rose. La Beata Vergine mi disse:— Togliti le scarpe! —, e poiché me le ebbi tolte, soggiunse: — Va’ avanti per quel pergolato; è quella la strada che devi percorrere. Cominciai a camminare, ma subito mi accorsi che quelle rose celavano spine acutissime, cosicché i miei piedi sanguinavano. Quindi fatti appena pochi passi, fui costretto a ritornare indietro. — Qui ci vogliono le scarpe —, dissi allora alla mia Guida. — Certamente — mi rispose —; ci vogliono buone scarpe. Mi calzai e mi rimisi in via con un certo numero di compagni, che avevano chiesto di seguirmi. Il pergolato appariva sempre più stretto e basso. Molti rami si abbassavano e si alzavano come festoni; altri pendevano perpendicolari sopra il sentiero. Erano tutti rivestiti di rose, e io non vedevo che rose ai lati, rose di sopra, rose innanzi ai miei passi. Mentre ancora provavo vivi dolori ai piedi, toccavo rose di qua e di là, sentendo spine ancor più pungenti; e mi pungevo e sanguinavo non solo nelle mani, ma in tutta la persona. Al di sopra anche le rose che pendevano celavano spine pungentissime, che mi si infiggevano nel capo. Tuttavia, incoraggiato dalla Beata Vergine, proseguii il mio cammino. Intanto tutti coloro che mi osservavano, dicevano: — Oh, come Don Bosco cammina sempre sulle rose!
Egli va avanti tranquillissimo; tutte le cose gli vanno bene. Ma essi non vedevano le spine che laceravano le mie membra. 
Molti preti, chierici e laici, allettati dalla bellezza di quei fiori, si erano messi a seguirmi con gioia, ma quando sentirono la puntura delle spine, si misero a gridare: — Siamo stati ingannati! Percorso un bel tratto di via, mi volsi indietro e con dolore vidi che mi avevano abbandonato. Ma fui tosto consolato perché vidi un altro stuolo di preti, chierici e laici avanzarsi verso di me dicendo: — Eccoci: siamo tutti suoi, siamo pronti a seguirla». Don Bosco continua dicendo che, giunto in fondo al pergolato, si trovò con i suoi in un bellissimo giardino, dove lo circondarono i suoi pochi seguaci, tutti dimagriti, scarmigliati, sanguinanti. Allora si levò una brezza leggera, e a quel soffio tutti guarirono come per incanto. Soffiò un altro vento e si trovò attorniato da un numero immenso di giovani, assistiti da molti preti e coadiutori che si misero a lavorare con lui. Intanto si vide trasportato con i suoi in una «spaziosissima sala di tale ricchezza che nessuna reggia al mondo può vantarne l’uguale. Era tutta cosparsa e adorna di rose freschissime e senza spine dalle quali emanava una soavissima fragranza. Allora la Vergine SS. che era stata la mia guida, mi interrogò: — Sai che cosa significa tutto ciò? — No — risposi —, vi prego di spiegarmelo. Allora Ella mi disse: — Sappi che la via che hai percorso tra le rose e le spine significa la cura che tu hai da prenderti della gioventù: tu vi devi camminare con le scarpe della mortificazione. Le spine per terra rappresentano le affezioni sensibili, le simpatie e le antipatie umane che distraggono l’educatore e lo distolgono dal vero fine, lo feriscono, lo arrestano nella sua missione, gli impediscono di raccogliere meriti per la vita eterna.
Le rose sono simbolo della carità ardente che deve distinguere te e tutti i tuoi coadiutori. Le altre spine significano gli ostacoli, i patimenti, i dispiaceri che vi toccheranno. Ma non vi perdete di coraggio. Con la carità e la mortificazione tutto supererete e giungerete alle rose senza spine. Appena la Madre di Dio ebbe finito di parlare, rinvenni in me e mi trovai nella mia camera».
November 23      .
Alla tenera età di 9 anni Don Bosco ha il suo primo sogno. In esso Gesù e la Vergine gli preannunziano, sebbene in forma velata, la sua futura missione. Gli parve di essere vicino a casa sua, in mezzo a una moltitudine di ragazzi che si divertivano in un grande cortile. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano. Al sentire le bestemmie, si slanciò in mezzo a loro, usando pugni e parole per farli tacere. Ed ecco apparirgli un Uomo venerando, nobilmente vestito, con una faccia così luminosa che Giovannino non riusciva a rimirarla. Lo chiamò per nome e gli ordinò di mettersi a capo di quei ragazzi aggiungendo: — Non con le percosse, ma con la mansuetudine e la carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Fa dunque loro subito un’istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù. Giovannino, tutto confuso, risponde che è un povero ragazzo ignorante, incapace di fare questo. In quel momento risa, schiamazzi e bestemmie cessarono e i ragazzi si raccolsero intorno a colui che parlava. Ma cediamo la parola a Don Bosco stesso: « Quasi senza sapere che cosa dicessi, gli domandai: — Chi siete voi che mi comandate cose impossibili? — Appunto perché è cosa che ti sembra impossibile, devi renderla possibile con l’ubbidienza e con l’acquisto della scienza. — Dove, come acquisterò la scienza? — Io ti darò la Maestra. Sotto la sua guida potrai divenire sapiente; senza di essa ogni sapienza diventa stoltezza. — Ma chi siete voi che parlate così? — Io sono il figlio di Colei che tua Madre t’insegnò a salutare tre volte al giorno. — Mia madre mi dice di non associarmi, senza suo permesso, con chi non conosco. Perciò ditemi il vostro nome. — Il mio nome domandalo a mia Madre. In quel momento vidi accanto a lui una Donna di aspetto maestoso, vestita di un manto che splendeva da tutte le parti, come se ogni punto fosse una fulgidissima stella. Vedendomi sempre più confuso, mi accennò di avvicinarmi a lei, mi prese con bontà per mano e mi disse: — Guarda. Guardai e mi accorsi che quei ragazzi erano tutti scomparsi. Al loro posto c’era una moltitudine di capretti, cani, gatti, orsi e parecchi altri animali. — Ecco il tuo campo — ripigliò quella Signora —, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto, e ciò che ora vedrai succedere di questi animali tu dovrai farlo per i miei figli. Volsi allora lo sguardo ed ecco che al posto di animali feroci, comparvero altrettanti agnelli mansueti, che saltellavano, corre vano, belavano come per far festa a quell’Uomo e a quella Signora. Allora, sempre nel sogno, mi misi a piangere e pregai quella Signora che parlasse in modo da poter capire. Ella mi pose la mano sul capo dicendomi: — A suo tempo, tutto comprenderai. A questo punto un rumore mi svegliò e io rimasi sbalordito. Mi sembrava di aver le mani che mi facessero male per i pugni che avevo dato e che la faccia mi bruciasse per gli schiaffi ricevuti» November 03 è il titolo del Convegno che il Centro Regionale di Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Siciliana propone per questo fine settimana e che coinvolge equipe diocesane, componenti delle consulte diocesane e giovani, educatori e animatori di gruppi giovanili, movimenti, associazioni. A partire da oggii fino a domenica 4 novembre 2007, nell’Hotel Costa Verde, in Cefalù, si susseguiranno gli interventi di: PADRE VITTORIO VIOLA, Priore del Convento dei Frati minori di S. Chiara, Assisi, sul tema “L’apatia della Chiesa e l’aporia dei giovani”; MONS. GIANCARLO MARIA BREGANTINI, Vescovo di Locri-Gerace, su “Chiesa locale e…giovani”; HALINA PUKALSKAYA e ADRIANO PICCHERI, su “Giovani in missione”; DON RICCARDO TONELLI, su “Giovani e la scommessa della fede”. E’ previsto anche l’incontro di giovani testimoni siciliani, la realizzazione di un Forum e la messinscena di un Musical su Giovanni Paolo II a cura dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile di Caltanissetta. “Siamo sempre più convinti che occorra ridare ai giovani la consapevolezza di essere i protagonisti principali della propria vita e di quella della Chiesa" – dice mons. Mario Russotto, Vescovo delegato CESi per la Pastorale Giovanile (nella foto) - L’evento si prefigge di riprendere coscienza delle responsabilità di ascoltarsi e di ascoltare gli altri. Alla preghiera, ai laboratori, alle interazioni con i relatori verrà dato molto tempo, affinché la formazione non sia di tipo scolastico, mentre ai relatori è stato chiesto di fare emergere i desideri, le aspettative e le speranze racchiuse nel cuore dei giovani”
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